Ivana

Di Martino

mamma, insegnante, atleta

Ho iniziato a correre a 11 anni, ispirata da mio fratello maggiore, il mio idolo di bambina. Un primo giro nel parco di Monza di ben 6 km ed ho capito subito che la corsa sarebbe stata il mio sport.

La prima gara è stata bellissima, 600 metri in pista, ma le gare che preferivo erano le campestri, anche se molto più faticose. Ai tempi del liceo, i miei genitori fecero per me la scelta più importante: continuare a studiare invece che passare al professionismo. All'università la corsa è stata la mia valvola di sfogo: ho studiato, ho corso... in pratica ho studiato “di corsa”!

L'incontro con la Canottieri Milano avviene appena sposata e trasferita nel capoluogo lombardo. Un amore a prima vista, stroncato subito dalla visita medico sportiva in cui mi vengon trovate delle extrasistole. Così... niente idoneità, ma piuttosto l'inizio di un calvario, fatto di mille esami, terminato con un intervento chirurgico.
Per mesi non ho potuto correre, era troppo pericoloso.
È stato un periodo durissimo.


Per fortuna, ora, con le extrasistole ci convivo.
Ogni tanto le sento; ormai fanno parte di me, le amo perché mi accompagnano nei momenti di pausa.
Finché restano benigne posso correre come voglio!

Corro

per solidarietà

Quando tutto ti sembra perduto, quando senti una morsa al cuore che non ti fa respirare hai solo due scelte: lasciarti andare e farti trascinare sempre più giù fino a consumarti oppure combattere. Io ho deciso di credere che si può combattere, che ce la si può fare. Bisogna crederci e avere il coraggio di provare. Nasce così nel 2013 la mia prima avventura solidale:

21 Volte Donna (2013)
“...girerò l’Italia correndo, per dire a tutte le donne che si può fare!”
Il 7 aprile 2013 sono partita da Milano e ho corso 21 mezze maratone nei 21 capoluoghi di regione d'Italia in 21 giorni, accompagnata da Roberta, una ragazza non udente, da Gianluca, che mi ha studiato per tutto il tempo e ha redatto poi una tesi e da Vinicio, mio amico e mio mentore. È stata un’esperienza unica! Nel “viaggio” ho incontrato persone incredibili. Il messaggio era chiaro: volevo dire alle donne che se si ha un sogno lo si può realizzare.

Running for Kids (2014)
“L’ idea di aiutare i bambini profughi non accompagnati mi piaceva molto.” Da Terres des hommes m'han cercato per un progetto comune perché colpiti dal mio modo di affrontare le difficoltà. Sono partita il 6 aprile 2014 da Catania facendo 42 km per un totale di 462km in 21 giorni. In ogni tappa abbiamo attraversato i centri d’accoglienza, prendendo contatto con una realtà sconvolgente. Tramite la corsa, che è il mio modo di condividere, ho sentito sulla pelle la grande fatica che i migranti, in particolare i bambini, fanno per raggiungere Lampedusa. Insieme abbiam tracciato un percorso di speranza.

Rexist run

resistere per esistere

A settembre 2014 c’era solo l’idea di attraversare il nord d’Italia per beneficenza. L’impresa vera è nata solo dopo il 29 ottobre, quando la mia vita si è spezzata per qualche minuto.

Tutto succede all'improvviso, un maledetto mercoledì, appena finito di correre sul Naviglio. Mi fermo a bere ad una fontanella, mi chino e subito delle mani mi afferrano e mi sbattono contro il muro; sento un tanfo di sporcizia e alcol. Mani ovunque, qualcuno tenta di togliermi i pantaloncini, qualcosa di tagliente mi sfregia la pancia. Ho un ultimo pensiero: i miei bambini. Non voglio morire! Senza sapere come mi ritrovo a correre, sento urlare, ma di chi è quella voce? Capisco che sono io. Ho le mani sporche di sangue, mi gira tutto... devo arrivare in Canottieri!

Due runners mi soccorrono, mi parlano, ma non capisco... arrivo al cancello. Svengo!

Dopo quindici giorni un altro fatto mi cambia radicalmente: mia mamma ha un’emorragia cerebrale. Viene ricoverata, dopo pochi giorni sembra riprendersi, ma dopo una lunga agonia si spegne. Ho un vuoto dentro che mi preme il cuore, un dolore forte che alcuni giorni è insopportabile. Non voglio più alzarmi dal letto, ho pensato anche di schiantarmi contro un muro per non sentire più nulla.

Ma non riesco, non posso... voglio combattere, voglio tentare di resistere.

Da qui il nome al progetto che diventa la mia nuova linfa vitale: Rexist run.

Rexist run

Ultramarathon record

88 km al giorno dal 10 al 17 maggio

Rexist run è un progetto estremo di corsa su lunga distanza. Da Ventimiglia a Muggia, 700 km in 8 giorni, quasi 88 km al giorno, per “Resistere all’esistenza”.

Ho incontrato i bambini di Dynamo Camp, bambini con gravi patologie che lottano per tornare ad essere bambini e ritrovare fiducia in loro stessi e nelle proprie potenzialità.

Voglio partire dalla speranza che ho visto negli occhi di questi bambini e dalle mie ultime avversità per recuperare le risorse necessarie ad affrontare il futuro con fiducia.

Da fine gennaio mi sto allenando per poter affrontare questa impresa; so che sarà durissima, sarà faticosissima... ma sento che riuscirò a farcela.

Seguimi sul blog della Gazzetta dello Sport

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Accompagnala per un tratto del percorso... Partecipa dal vivo a questo progetto di solidarietà.

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Ogni euro donato può fare molto per regalare un pezzetto di felicità agli oltre 1.000 bambini affetti da patologie gravi e croniche che ogni anno vengono a Dynamo Camp per vacanze spensierate e in sicurezza.

Visita il sito DYNAMO CAMP

La Terapia Ricreativa rappresenta una opportunità unica per i partecipanti di vivere un’esperienza di svago e divertimento in completa sicurezza.

Dal 2007 ad oggi, i numeri di Dynamo:
63 patologie ospitate, 3.198 volontari Dynamo, 5.830 bambini ospitati.

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    5.830

    bambini ospitati

    3.198

    volontari Dynamo

    63

    patologie ospitate

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    Rexist run

    resistere per esistere

    A settembre 2014 c’era solo l’idea di attraversare il nord d’Italia per beneficenza. L’impresa vera è nata solo dopo il 29 ottobre, quando la mia vita si è spezzata per qualche minuto.

    Tutto succede all'improvviso, un maledetto mercoledì, appena finito di correre sul Naviglio. Mi fermo a bere ad una fontanella, mi chino e subito delle mani mi afferrano e mi sbattono contro il muro; sento un tanfo di sporcizia e alcol. Mani ovunque, qualcuno tenta di togliermi i pantaloncini, qualcosa di tagliente mi sfregia la pancia. Ho un ultimo pensiero: i miei bambini. Non voglio morire! Senza sapere come mi ritrovo a correre, sento urlare, ma di chi è quella voce? Capisco che sono io. Ho le mani sporche di sangue, mi gira tutto... devo arrivare in Canottieri!
    Due runners mi soccorrono, mi parlano, ma non capisco... arrivo al cancello. Svengo!

    Dopo quindici giorni un altro fatto mi cambia radicalmente: mia mamma ha un’emorragia cerebrale. Viene ricoverata, dopo pochi giorni sembra riprendersi, ma dopo una lunga agonia si spegne. Ho un vuoto dentro che mi opprime, un dolore forte che alcuni giorni è insopportabile. Non voglio più alzarmi dal letto, ho pensato anche di schiantarmi contro un muro per non sentire più nulla.

    Ma non riesco, non posso... voglio combattere, voglio tentare di resistere. Da qui il nome al progetto che diventa la mia nuova linfa vitale: Rexist run.

    Ivana

    Di Martino

    mamma, insegnante, atleta

    Ho iniziato a correre a 11 anni, ispirata da mio fratello maggiore, il mio idolo di bambina. Un primo giro nel parco di Monza di ben 6 km e ho capito subito che la corsa sarebbe stata il mio sport.

    La prima gara è stata bellissima, 600 metri in pista, ma le gare che preferivo erano le campestri, anche se molto più faticose. Ai tempi del liceo, i miei genitori fecero per me la scelta più importante: continuare a studiare, invece che passare al professionismo.
    All'università la corsa è stata la mia valvola di sfogo: ho studiato, ho corso... in pratica ho studiato “di corsa”!

    L'incontro con la Canottieri Milano avviene appena sposata e trasferita nel capoluogo lombardo. Un amore a prima vista, stroncato subito dalla visita medico sportiva in cui mi vengon trovate delle extrasistole. Così... niente idoneità, ma piuttosto l'inizio di un calvario, fatto di mille esami, terminato con un intervento chirurgico.
    Per mesi non ho potuto correre, era troppo pericoloso.
    È stato un periodo durissimo.


    Per fortuna, ora, con le extrasistole ci convivo.
    Ogni tanto le sento; ormai fanno parte di me, le amo perché mi accompagnano nei momenti di pausa.
    Finché restano benigne posso correre come voglio!

    Un'impresa solidale di

    Ivana

    km
    700

    "La corsa mi ha accompagnato sempre,
    è parte di me, è respiro,
    è amore, è vita."

    Di Martino

    8
    giorni per aiutare i bambini di

    Corro

    per solidarietà

    Quando tutto ti sembra perduto, quando senti una morsa al cuore che non ti fa respirare hai solo due scelte: lasciarti andare e farti trascinare sempre più giù fino a consumarti oppure combattere. Io ho deciso di combattere. Bisogna crederci e avere il coraggio di provare. Nasce così la mia prima avventura solidale.

    21 Volte Donna (2013)
    “...girerò l’Italia correndo, per dire a tutte le donne che si può fare!”
    Il 7 aprile 2013 sono partita da Milano e ho corso 21 mezze maratone nei 21 capoluoghi di regione d'Italia in 21 giorni, accompagnata da Roberta, una ragazza non udente, da Gianluca, che mi ha studiato per 21 giorni e ha redatto una tesi e da Vinicio, caro amico e mentore. È stata un’esperienza unica! Nel “viaggio” ho incontrato persone incredibili. Il messaggio era chiaro: volevo dire alle donne che se si ha un sogno lo si può realizzare.

    Running for Kids (2014)
    “L’ idea di aiutare i bambini profughi non accompagnati mi piaceva molto.” Da Terres des hommes mi hanno cercato per un progetto comune perché colpiti dal mio modo di affrontare le difficoltà. Sono partita il 6 aprile 2014 da Catania arrivando a Milano correndo per un totale di 462 km in 21 giorni. In ogni tappa ho attraversato i centri d’accoglienza, prendendo contatto con una realtà sconvolgente. Tramite la corsa, che è il mio modo di condividere, ho sentito sulla pelle la grande fatica che i migranti, in particolare i bambini, fanno per raggiungere la salvezza. Insieme abbiamo tracciato un percorso di speranza.

    La mia energia

    è tutta per loro

    Rexist run

    ultramarathon record

    Rexist run è un progetto estremo di corsa su lunga distanza. Da Ventimiglia a Muggia, 700 km in 8 giorni, quasi 88 km al giorno, per “Resistere all’esistenza”.

    Ho incontrato i bambini di Dynamo Camp, bambini con gravi patologie che lottano per tornare ad essere bambini e ritrovare fiducia in loro stessi e nelle proprie potenzialità.

    Voglio partire dalla speranza che questi bambin hanno negli occhi e dalle mie ultime avversità per recuperare le risorse necessarie ad affrontare il futuro con fiducia.

    Da fine gennaio mi sto allenando per poter affrontare questa impresa; so che sarà durissima, sarà faticosissima, ma sento che riuscirò a farcela.

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    88

    km al giorno

    10

    17

    maggio